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Recensione: Uno studio in rosso e le avventure di Sherlock Holmes di Conan Doyle

giovedì, aprile 14, 2016

Buongiorno lettori
e bentornati nel mio angolino, come state? qui finalmente è arrivata la primavera e sono felicissima perchè adoro leggere nei parchi e all'aria aperta.
Oggi vi lascio la recensione di due libri che mi sono piaciuti abbastanza e che parlano di un personaggio che adoro: Sherlock Holmes.



Uno studio in rosso, pubblicato nel 1887, è il primo romanzo di Sir Arthur Conan Doyle sulle avventure del detective Sherlock Holmes. Assistiamo qui al primo incontro tra Holmes e il dottor Watson, che diventerà il suo inseparabile compagno di avventure e che fa anche le veci della voce narrante. In questa vicenda, che si dipana tra la Londra brumosa in cui avvengono due misteriosi delitti e le pianure del west americano sedi vent'anni prima degli eventi che li spiegano, il celebre detective dà già una prova memorabile delle sue straordinarie capacità analitiche e deduttive.







Ho fatto la conoscenza di Sherlock Holmes tramite il famoso telefilm che mi è piaciuto molto ma la prima opera  che ho letto di questo autore è stato ilmastino dei baskerville, mi ha convinto così tanto che ho comprato il mammut con tutte le storie.
In questo episodio si narra l'incontro tra il Dottor Watson ex medico militare tornato dalla guerra dopo un infortunio e l'eccentrico Sherlock, un genio nell'arte della deduzione che viene convocato per quei casi difficili da risolvere, collabora spesso con la polizia ma tutti sembrano dubitare delle sue teorie per poi ritrovarsi a dargli ragione. Si conosceranno e diventeranno coinquilini, il libro viene raccontato dalla prospettiva del dottore che ci permetterà di osservare Sherlock dall'esterno con tutte le sue manie e strane abitudini. I due si ritroveranno a risolvere un misterioso caso che li porterà alla ricerca di prove, indizi e tutto ciò che può essere utile ovviamente Watson non noterà i particolari come il detective. Ciò che si percepisce da questa avventura è la bravura dell'autore ha creare un personaggio così interessante e particolare che non si metterebbe mai in dubbio la possibilità che sia esistito davvero, è bravo anche con le descrizioni di Londra: delle sue strade, i suoi cunicoli, i quartieri ricchi e quelli più trasandati sembra di vederli con i propri occhi e di sentire l'umidità che caratterizza questa città.
Ho trovato Sherlock molto ironico e strano ma non si pone mai sopra gli altri nonostante sia sicuramente bravissimo nel suo ma mantiene il mistero finchè non risolve il caso, a quel punto fornisce tutte le indicazioni e i particolare che sono sfuggiti ai nostri occhi dandone una spiegazione logica.
Ciò che mi sento di dire è che mi ha convinto, non leggo libri gialli ma questi scritti da Doyle non sono noiosi o banali mi hanno molta compagnia mentre cercare di capire chi poteva essere il colpevole.
Assegno a questo libro 3 gattini su 5.
Un libro adatto a chi vuole approcciarsi con questo autore.




Le avventure di Sherlock Holmes riunisce dodici casi, uno più complesso dell’altro, in cui il celebre investigatore deve salvare la vita di un uomo o il patrimonio di una banca o una donna in pericolo, ricorrendo anche a travestimenti (da prete, da marinaio o da mendicante). Immancabilmente, al suo fianco c’è il dottor Watson, amico e biografo, sbalordito quanto il lettore dalle infallibili capacità deduttive di Holmes. «…c’era qualcosa nell’abilità con cui aveva afferrato la situazione e nella sua logica penetrante ed incisiva, che mi affascinava spingendomi a studiare i suoi metodi operativi e a seguire i fulminei e acuti ragionamenti grazie ai quali riusciva a sbrogliare i misteri più ingarbugliati.»






Questo libro è una serie di racconti presi direttamente dal diario di Watson e che ci parlerà di 12 casi che Sherlock ha dovuto risolvere, alcuni più difficili di altri.
Ecco che l'autore si cimenta in quest'altro tipo di scrittura parlando in poche pagine di vari misteri utilizzando sempre la stessa base ma spaziando con i casi che riguarderanno ogni tipo di persona: da nobili ricchi a persone disagiate aggiungendo  delle avventure che neanche il detective è riuscito a risolvere quindi ci pone davanti al fatto che non è infallibile e che alcune persone sono furbe quanto lui.
Ci sono stati dei racconti che mi sono piaciuti più  per la fantasia che ha avuto nel creare queste storie così credibili mentre altri li ho trovati un pò insipidi come se mancasse qualcosa.
Credo che Doyle dia il suo meglio nelle storie più lunghe piuttosto che in quelle brevi perchè si approfondiscono sia i vari personaggi ma anche i casi stessi rendendoli una matassa difficile da sbrogliare.
Mi ha fatto ridere vedere Sherlock che girava e rigirava sullo stesso luogo in cerca di impronte e di come riusciva a indicare quale scarpa le avesse lasciate distinguendole anche da quelle della polizia mentre Watson l'ho osservava senza capire oppure le numerose volte in cui il detective rimane in silenzio per ore e ore fumando un sigaro sempre nella stessa posizione a fare, solo lui sa, teorie a noi impossibili.
Per questo assegno a libro 3 gattini su 5 


Questo è tutto per oggi,
ci leggiamo al prossimo post.

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