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Recensione: il mercante dei libri maledetti di Marcello Simoni - perchè questo libro non mi è piaciuto

sabato, aprile 09, 2016

Buongiorno lettori 
e bentornati a questo nuovo post, oggi come avete capito dal titolo, parliamo di un libro che non mi ha convinto, purtroppo cerco di trovare sempre qualcosa di buono nelle varie letture perchè alcune volte è un mio problema se non mi è piaciuto quindi cercherò di essere più chiara possibile.


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È il mercoledì delle ceneri dell’anno 1205 quando padre Vivïen de Narbonne è costretto a fuggire, braccato da un manipolo di cavalieri che indossano strane maschere. Il monaco possiede qualcosa di molto prezioso. Inizia così l’avventuroso viaggio di Ignazio tra Italia, Francia e Spagna, sulle tracce di un manoscritto che qualcuno pare abbia smembrato in quattro parti e accuratamente nascosto. Solo chi è in grado di risolvere complicati enigmi, e di decifrare strani messaggi disseminati nel percorso che conduce al libro, potrà trovarlo e accedere ai suoi segreti.




Questo libro è un thriller-storico, io non ho mai letto thriller ma soltanto qualche storico che mi era piaciuto molto quindi sono partita con le migliori intenzioni.
La storia racconta le avventure di Ignazio de Toledo un mercante di reliquie che viaggia insieme a Willalme un guerriero forte e valoroso per trovare il misterioso Uter Ventorum un libro pericoloso che racconta il segreto per evocare gli angeli. Esso è stato nascosto da un amico del protagonista Vivien de Narbonne scomparso tredici anni prima che ha deciso di lasciare degli indizi per ritrovarlo certo che solo Ignazio riuscirà a decifrarli ma non sono gli unici che lo stanno cercando: una società segreta, la Saint- Vehme, vuole arrivarci prima di loro e sono disposti ad uccidere chiunque si metta di mezzo, siamo più o meno nel 1218.
Stile: vi dico subito che non mi è piaciuto perchè i capitoli sono brevi e, a parlare, sono 35628i2746 persone diverse: dai protagonisti principali a quelli secondari perfino alcuni che non hanno nessuna importanza all'interno della storia ma che si incontrano per 10 minuti insomma ho avuto una grande difficoltà nel collegare i nomi ai fatti. Avrei preferito ne avesse scelti 2-3 così da osservare la storia soltanto da alcune prospettive invece di confondermi continuamente.
Storia: l'idea di base è interessante, mi aspettavo continui colpi di scena e indizi indecifrabili che avrebbero portato ad una conclusione prima o poi invece è un pò banale cioè non mi ha tenuto con il fiato sospeso o con la paura potesse succedere qualcosa di imprevisto.
Personaggi: Ignazio mi è piaciuto molto, alla fine viene approfondito più di tutti e, secondo me, ha un potenziale perchè è misterioso, nasconde bene le sue emozioni, sotto sotto ha un cuore anche lui, vuole davvero trovare il libro per evitare che cada nella mani sbagliare. Willalme è il cavaliere che non viene mai battuto da nessuno, forse poco probabile ma insieme al mercante sono una coppia strana che funziona. Gli altri vengono approfonditi troppo poco per poter avere un opinione o comunque non mi hanno convinto per nulla.
Finale: la delusione più totale, credevo che dopo tutto un viaggio sarebbero arrivati ad una conclusione e invece accade un colpo di scena messo li per invogliare a continuare la serie, ovviamente nel mio caso ha sortito l'effetto opposto. Tra l'altro è stato paragonato a Dan Brown ma ho grossi dubbi a riguardo.
Come avete potuto capire non ho apprezzato questo libro, credo che leggerò qualche altro thriller per capire se è un mio problema oppure ho iniziato con l'autore sbagliato (pensavo a Gleen Copper per esempio). Nel complesso l'unica cosa che salgo è il personaggio di Ignazio il resto mi ha completamente lasciato indifferente.
Il mio voto è di 2 gattini su 5
Un libro che ho dimenticato subito dopo averlo letto.

Questa è la mia opinione in merito,
aspetto di sapere se a voi è piaciuto.
Al prossimo post.

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2 commenti

  1. Ciao Stefania, ho letto questo libro un po' di tempo fa e non posso che condividere ciò che hai scritto.
    Molta confusione, una storia dalle basi promettenti ma condotta senza criterio, il finale ... non c'è un finale degno di essere definito tale.
    I paragoni con Dan Brown sono (secondo me) irriverenti.
    Riguardo a Glenn Cooper, soprattutto con "La biblioteca dei morti" potrebbe essere un modo per rivalutare i "thriller storici", che restano comunque una lettura di puro svago.
    Buona domenica, a presto.
    Romualdo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Romualdo ti ringrazio per i consigli, ho già in casa sia "La biblioteca dei morti" e sia "Il libro della anime" quindi spero riuscirò a rivalutarli, di certo questo non mi ha convinto.

      Elimina

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